Programma

Carta programmatica “Sicilia Indipendente”

“Sicilia Indipendente” lotta per una Sicilia Indipendente da raggiungere tramite  l’autodeterminazione.

Pertanto invita tutti i Gruppi, Movimenti Autonomisti, e Indipendentisti  ad unirsi in un unico Movimento, convinti che lo stato attuale di degrado della Sicilia deve  far mettere da parte qualsiasi divisione e costruire un fronte unitario per lo sviluppo e il riscatto della nostra terra.

La Sicilia è uno Stato  che a seguito degli accordi del15 Maggio del 1946 è stata resa colonia dell’Italia  ed è stata  sistematicamente depredata e derubata delle proprie risorse e della propria identità.

La Sicilia è una Nazione  che ha bisogno di un forte Movimento Politico che la rappresenti e ne difenda gli interessi all’interno e all’esterno delle istituzioni, a partire da quelle siciliane.

ANTUDO – « ANimus TUus DOminus » Il coraggio è il tuo signore

Il presente documento costituisce, il programma politico operativo del Movimento “Sicilia Indipendente”

  1. Attuazione  e riforma dello Statuto
  2. La Sicilia può vivere delle proprie risorse.
  3. Le imposte maturate e riscosse in Sicilia devono rimanere alla Regione Siciliana, nel rispetto delle norme statutarie.
  • E’ necessario rinegoziare l’attuazione integrale di tutte le norme non attuate dello Statuto  e rinegoziare  gli accordi scellerati,  Stato/Regione Siciliana.
  • Assegnazione alla Sicilia delle accise, a partire da quelle per i prodotti petroliferi estratti o raffinati in Sicilia, da impiegare nella bonifica dei siti inquinati.
  • Accordo con lo Stato italiano per un nuovo e moderno patto federativo, Convocazione di un’Assemblea Costituente siciliana per la redazione e l’approvazione del nuovo Statuto
  • Ripristino dell’Alta Corte.
  • Possibilità di istituire al di fuori dei limiti di popolazione un Consorzio di comuni per le isole minori siciliane.
  • Autonomia finanziaria e fiscale.
  • Fiscalità di vantaggio o fiscalità compensativa per chi investe nell’Isola e crea nuova occupazione.

La fiscalità di vantaggio o fiscalità compensativa deve costituire per questa Regione un importante fattore di sviluppo dell’economia, sia come strumento per l’attrazione di investimenti sia come mezzo di sostegno della politica per le imprese. L’adozione di misure di riduzione della pressione tributaria è necessaria in un contesto economico-produttivo come quello siciliano. Si tratta quindi di metter in atto misure in grado di stimolare gli investimenti regionali ed extra-regionali, con l’effetto di produrre un consistente ritorno di gettito.

  • Realizzazione di una Zona Economica Speciale (ZES) sull’intero territorio dell’isola con istituzione di un porto-franco fuori dalla linea doganale europea.

Con la creazione della  Zona Economica Speciale  si avrebbe come obiettivo la crescita della competitività ed il generale rafforzamento di tutto il tessuto produttivo attraverso l’aumento degli investimenti anche stranieri, l’aumento delle esportazioni, la creazione di nuovi posti di lavoro, l’aumento dell’innovazione.

3) Scuola siciliana, identità e informazione.

  • Rafforzamento dell’identità siciliana (lingua, storia, cultura, …) a partire dalla scuola e dalle Università.
  • Piano di investimenti nell’edilizia scolastica e nei supporti informatici.

4) Tutela e valorizzazione dei beni ambientali e culturali.

  • Turismo e Beni culturali

Il turismo in Sicilia costituisce, da sempre, un settore chiave per lo sviluppo.

Oggi in Sicilia, raggiungiamo circa 15 milioni di presenze annue, ed abbiamo un problema di stagionalità che mantiene un’attività dei flussi in entrata per un massimo di 180 giorni (aprile-ottobre). Una delle ragioni che ha frenato lo sviluppo del settore è costituita dalla mancanza di regole adeguate e coordinate e, paradossalmente, dall’applicazione dello Statuto speciale che attribuisce alla Sicilia la “potestà esclusiva” nella sua legislazione specifica.  È necessario ampliare e valorizzare gli altri “turismi”, diversi da quello estivo, primo fra tutti il “turismo culturale”. I dati ci dicono che il turismo culturale ha una naturale tendenza a distribuirsi in tutti i periodi dell’anno, non ha segni di stagionalità evidenti. Occorre lavorare in questo ambito. Il patrimonio culturale presente in Sicilia è un’autentica miniera da cui sarebbe possibile trarre opportunità di crescita importanti per il turismo, proprio perché il turismo culturale non ha in linea di massima stagionalità. Ma finché le risorse rimarranno dentro la miniera non diventeranno fattori di sviluppo. Il nodo è tutto qui.

  • Tutela del Territorio e del Turismo legata alla :
  • Gestione dei trasporti;
  • Collegamento degli ex capoluoghi di Provincia mediante autostrade;
  • Potenziamento linee ferroviarie, con la creazione di un doppio binario;
  • Realizzazione alta velocità
  • Gestione dei rifiuti.
  • Incentivazione degli investimenti sul turismo sostenibile attraverso sgravi fiscali, detassazioni, partenariato pubblico-privato.
  • Attrazione del turismo estero attraverso facilitazioni di trasporto ed eliminazione di ogni tassazione sul soggiorno.
  • Creazione di uffici dinamici e specialistici per ogni Provincia, in rete fra di loro che promuovano tutti i siti di interesse, con creazione di agenti locali specializzati ( architetti- storici- persone dello spettacolo- etc… da pagare  a percentuale sugli incassi del progetto –financing.
  • Riqualificazione e ristrutturazione di tutti i lughi utili a incrementare il Turismo.
  • Realizzazione di due Casinò, di cui uno a Taormina e uno a Cefalù.

5) Produzione agroalimentare sana e di qualitá.

  • Istituzione di consorzi per la valorizzazione e l’esportazione dei prodotti tipici siciliani. 
  • Controlli rigidissimi sulle importazioni agroalimentari.
  • Inserire la figura di un commissario per la regolamentazione dei prezzi alla produzione, commercializzazione, ingrosso e dettaglio con contributi solo alla produzione.
  • Sospensione e revisione degli accordi commerciali europei che danneggiano l’agricoltura siciliana.
  • Completamento ed integrazione delle filiere produttive attraverso l’incentivazione dell’industria agroalimentare.
  • Sostenere la competizione sui mercati internazionali puntando esclusivamente su una produzione sana e di alta qualità.
  • Tutela dei marchi siciliani e delle produzioni regionali nei confronti della grande distribuzione.
  • Misure per favorire l’agriturismo come mezzo per la promozione del territorio e dei prodotti agroalimentari tipici e d’eccellenza.
  • Tutela della pesca siciliana nel rispetto dell’ecosistema marino e delle esigenze di ripopolamento ittico.

6) Fonti e risorse energetiche. Infrastrutture di trasporto e di comunicazione.

  • Infrastrutture da attuare con il metodo Ponte Morandi, pratiche snelle.
  • Programmazione piani triennali  attribuite a esperti, con Studi fatte dalle Università, valutazione di tempi, qualità e quantità con cronoprogramma dell’Università.
  • Autoproduzione di energia elettrica da parte di famiglie, imprese e condomini , per mezzo di energia solare e microeolica, privilegiare le fonti rinnovabili a basso impatto ambientale.
  • Investimenti nel completamento della rete elettrica e nella banda larga. Servizi telematici moderni anche per le aree interne.
  • Alta velocità e potenziamento dell’intero sistema ferroviario.
  • Completamento e manutenzione della rete autostradale e di una rete stradale statale adeguata a un paese moderno.
  • Trasporti metropolitani nelle grandi aree urbane.
  • Sistema portuale integrato siciliano con una rete di interporti e di un hub siciliano.
  • Potenziamento degli aeroporti esistenti.
  • Sostegno ai trasporti per le isole minori.
  • Realizzazione di un’Autostrada del mare

7) Sanità

La spesa ospedaliera privata-convenzionata in Sicilia (e quindi, tra le altre, le strutture aderenti all’Aiop, la mobilità attiva, il Buccheri, l’Oasi di Troina, l’Ismett e, in quota parte, il San Raffaele Giglio) è pari a circa 690 milioni di euro (consolidato 2015 con un previsionale 2016 pressoché sovrapponibile) e la specialistica a 427 (in tutto 1.117 milioni, pari al 12% circa del totale di spesa sanitaria regionale che si attesta a quota 9 miliardi, di cui quella ascrivibile alle case di cura accreditate è di 469 milioni). Il settore degli ospedali privati accreditati costituisce una componente strutturale e consistente del sistema di offerta. I pazienti richiedono che le prestazioni delle quali hanno bisogno siano erogate con tempestività, accuratezza e competenza professionale, che le strutture alle quali si rivolgono siano accoglienti, ben organizzate, confortevoli e dotate di quanto serve per rendere sicure ed efficaci le cure e gli interventi terapeutici a prescindere dal fatto che i soggetti erogatori siano Asp, aziende ospedaliere autonome o strutture private accreditate. L’integrazione basata su un principio di pari dignità tra gli ospedali pubblici e quelli privati è fondamentale e produce efficienza e qualità, perché innesca un sistema di concorrenza virtuosa. La gestione da parte dei privati degli ospedali in persistente disavanzo può risultare decisiva per l’intero sistema sanitario senza che ciò comporti un incremento dei costi. Occorre che le scelte di politica sanitaria nazionale e regionale siano frutto di un serio e preventivo confronto con tutti gli stakeholder. Occorre avere la consapevolezza della necessità di attivare forme di collaborazione pubblico-privato tendenti a un reale efficientamento del sistema anche dal punto di vista del disavanzo, favorendo gli investimenti privati attraverso i quali si crea occupazione sostenibile e progresso tecnologico. Inoltre al governo regionale spetta: 1) di ridefinire quello che è l’apporto finanziario dello Stato centrale al S.S.R. in termini di equità nel confronto con le altre aree del paese, non è possibile continuare a tollerare che vi siano sistemi regionali con dotazione finanziaria pro capite maggiore rispetto ad altre, con le conseguenze che questo determina; 2) di destinare i risparmi di spesa e le maggiori risorse determinate dal piano di rientro sanitario al settore, favorendo gli investimenti ed evitando il sistematico storno di fondi a copertura di spesa corrente di settori in disavanzo.

Il sistema sanitario, per essere veramente efficiente ed evitare sprechi, andrebbe sottoposto a seri controlli. Deve però essere un Ente terzo a vigilare sull’appropriatezza delle prestazioni erogate dai soggetti pubblici. Considerazioni e proposte per lo sviluppo privati, anche al fine di liberare risorse importanti da utilizzare per scopi più produttivi. Purtroppo, ancora in molte regioni come la Sicilia, l’ospedalità privata accreditata è costretta a confrontarsi con un sistema di controlli basato su un presupposto inaccettabile, che crea notevoli disfunzioni e numerosi contenziosi: controllore e controllato sono, di fatto, concorrenti. Il controllo, infatti sulle prestazioni erogate dal privato accreditato viene effettuato dalla Asp territorialmente competente, la quale è, allo stesso tempo, acquirente, soggetto erogatore e controllore delle medesime prestazioni che eroga il privato. Un evidente conflitto di interessi che va superato se si vuole realmente realizzare un controllo obiettivo sull’appropriatezza delle prestazioni sanitarie e quindi migliorare il servizio offerto ai cittadini.

8) Creazione Moneta alternativa – Tarì

Il Tarì non sarà una moneta anti-Euro, ma uno strumento di pagamento da far circolare in parallelo ad essa, con lo scopo di creare nuovo potere d’acquisto per lavoratori, famiglie, imprese e amministrazioni locali “limitatamente alla Sicilia”, e invertire così la vertiginosa caduta della spesa che si registra nell’isola.

“In Sicilia oggi mancano i fondi per qualunque azione di ripresa e mancano soprattutto le idee per provare a reagire. Se la creazione di moneta è inflazionistica in tempi di piena occupazione, è invece ciò che serve in tempi di deflazione e costante disoccupazione”.

Il Tarì non  viene emessa dalla BCE, ma creata, quasi sempre elettronicamente, in circuiti locali nasce e favorite per ridare impulso agli scambi e all’economia in ambiti territoriali.

Creare in Sicilia un circuito di compensazione che si affianchi all’euro. Un progetto per rilanciare l’economia regionale, creare sinergie fra le aziende, favorire reti di imprese, sostenere la nascita di nuove realtà e ancorare la ricchezza al territorio, favorendo le produzioni locali.

Tarì è un sistema di scambio di debiti e crediti interno a un circuito di enti locali, aziende e associazioni del terzo settore, fondato sul principio che se qualcuno produce beni o servizi, con un potenziale mercato nel circuito, già di per sé ha un valore e quando un soggetto partecipante cede  beni o servizi riceverà crediti che può spendere presso gli altri soggetti partecipanti al circuito.

“Con l’introduzione del Tarì  si avrebbe un  rilancio  dell’economia locale con uno strumento che ha già mostrato la sua efficacia in altri contesti regionali europei, creando una circolazione monetaria più veloce e allo stesso tempo permettendo di risparmiare sugli acquisti”. Lo strumento di credito e pagamento paralleli e complementari è già presente in diversi contesti europei: dalla Germania alla Svizzera, e in Italia si ha già l’esempio del Sardex.

I vantaggi della creazione di un circuito di compensazione multilaterale e complementare per le imprese e, di conseguenza per la Sicilia, sono molteplici: ottenimento di una linea di credito senza interessi, con riduzione dei costi bancari, diversificazione delle fonti di finanziamento e aumento della liquidità; ingresso in una rete di imprese certificate e diversificate, con le quali creare una vera e propria rete, o semplicemente significative sinergie, ottimizzando i costi di fornitura; aumento della velocità di circolazione monetaria nel territorio con indiscusso beneficio per le imprese e l’economia in generale, generando un circolo virtuoso; sistema di connessioni che fortifica il territorio locale grazie alla conoscenza reciproca dei servizi che i soggetti aderenti al circuito offrono; sviluppo di una organizzazione efficiente e intelligente in una sorta di rete di esperienze, oltreché di servizi, a livello locale; possibilità per i dipendenti delle imprese aderenti al circuito di migliorare il loro tenore di vita grazie all’integrazione del salario aggiuntivo con “bonus” in “moneta complementare”.

La “moneta parallela” non è assolutamente da interpretare come una moneta virtuale e con una direttiva l’Unione Europea ha riconosciuto e normato i sistemi di pagamento alternativi all’euro, dando loro piena legittimità. A livello normativo è possibile inquadrare il Tarì alla stregua della “permuta”.

9) Rapporto con l’Europa e i Paesi del Mediterraneo. Stop al flusso indiscriminato di immigrati. Priorità sicurezza.

  • La Sicilia deve rapportarsi direttamente con l’Europa per le questioni che la riguardano (agricoltura, pesca, energia, ambiente, etc.).
  • Contrastare i ritmi insostenibili del flusso di immigrati che mettono a  rischio il carattere aperto e tollerante della società siciliana e la sicurezza dei cittadini.
  • Ottenere una forte riduzione del tetto massimo alle presenze nei centri d’accoglienza siciliani.

Potenziamento delle forze di polizia e del controllo del territorio.